Discernimento

Il discernimento degli spiriti è uno dei doni spirituali o carismi, frutto dello Spirito, concessi nella comunità per l’utilità comune.
Diakriseis pneumaton. Il verbo diakrino indica l’atto del discernere, distinguere, la capacità di una conoscenza e di un giudizio, o anche la capacità di interpretare.
In quanto dono dello Spirito, il discernimento presuppone da parte nostra un atteggiamento di docilità, e cioè la prontezza e la disponibilità ad ascoltare e a lasciarci convertire dallo Spirito e ad accettarne le ispirazioni.
Un discernimento è indispensabile per poter comprendere nelle situazioni concrete quella che è l’autentica volontà di Dio sulla nostra vita.
Il discernimento è in primo luogo un compito che riguarda il singolo: di fatto esso è compiuto innumerevoli volte nella nostra giornata, anche per fatti di non grande importanza, ogni volta che si è chiamati a prendere delle decisioni. ‘Avere discernimento’, anche nel linguaggio comune, significa saper prendere delle decisioni sagge e opportune nelle diverse circostanze dell’esistenza.
Esso tuttavia riguarda anche la comunità cristiana in quanto tale.
Il discernimento comunitario esige comunque un certo metodo: una capacità di ascolto reciproco, il desiderio di trovare insieme la verità, la capacità di mettersi in discussione e di cambiare le proprie vedute sulla base di quanto ci dicono gli altri, in una parola una docilità allo Spirito, in un clima di preghiera e di accoglienza.
Il limite di tante esperienze spirituali del passato è legato soprattutto alla mancanza di un confronto e di un dialogo con gli altri, con i fratelli della comunità.
“La comunità ‘piccola’ è un punto di riferimento della vita religiosa... Sul piano della decisione non è un surrogato per sfocare la propria responsabilità, ma rappresenta l’ambiente vitale in cui quest’ultima nasce e si sviluppa. La comunità deve animare, arricchire, persuadere e autenticare, ma non costringere;... la comunità dovrebbe essere la fucina e la scuola del tirocinio spirituale nella preghiera e nell’umiltà. Nella comunità il cristiano impara a guardare alle persone con lo sguardo benedicente perché, attraverso la scorza amara che tutti abbiamo, possiamo scorgere negli altri il volto del Povero”. (J.R.Belloso, Chi è capace di discernere? In Concilium 1978)
(g.c. - m.d.)