Segni dei tempi

L’accettazione del concetto dei segni dei tempi presuppone il riconoscimento della condizione storica dell’uomo e della stessa Rivelazione e salvezza.
Il tempo è aperto a un futuro sempre nuovo.
Da una concezione statica della verità, della Rivelazione, della Salvezza, si passa a una visione più dinamica ed evolutiva.
La ricerca dei segni dei tempi si inserisce in questa accettazione della storicità.
Eventi puramente esteriori o occasionali possono essere riconosciuti nello Spirito mediante una presa di coscienza come segni di una storia condotta da Dio, di una volontà di Dio sulla storia.
I segni dei tempi sono dei punti di riferimento in questo cammino, una improvvisa rivelazione della volontà di Dio che si manifesta negli avvenimenti e che comprendiamo alla luce dello Spirito.
Per il Concilio Vaticano II i segni dei tempi sono appunto i “segni della presenza e dell’azione di Dio” nella storia. Essi devono essere riconosciuti attraverso “gli avvenimenti, le richieste e le aspirazioni, cui il Popolo di Dio prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo” (GS 11).
Il Concilio identifica fra i segni dei tempi il movimento ecumenico, la crescente solidarietà fra gli uomini e il riconoscimento della libertà religiosa da parte degli Stati.
L’enciclica Pacem in Terris aveva comunque già identificato e proposto alcuni ‘segni dei tempi’, che conservano una loro attualità: la socializzazione, lo sviluppo degli organismi e delle relazioni internazionali, lo sviluppo e la promozione delle classi e dei popoli meno abbienti, la promozione della donna e il suo ingresso nella vita pubblica.
A livello personale nel discernimento dei segni si devono prendere in esame segni come la salute, le attitudini, la preparazione, ecc. Nelle decisioni da prendere per la mia vita sono invitato a tenere conto dei ‘segni’ che posso discernere e comprendere, in quanto è legittimo ritenere che Dio mi parli e mi manifesti la sua volontà attraverso questi segni.
A livello comunitario, dobbiamo cercare di ascoltare il mondo di oggi, e essere pronti ad accoglierlo con benevolenza, pensando che lo Spirito opera anche in esso. A questo livello, il criterio per giudicare se i segni dei tempi sono positivi o negativi ci è dato dal loro contribuire allo sviluppo della persona, al bene della persona, e soprattutto dal criterio dell’amore. Tutto ciò che fa crescere nell’amore di Dio e degli altri e nella comunione è da intendersi come un segno dei tempi positivo.
Lo stesso Vaticano II costituisce certamente un segno dei tempi, per cui camminare nella linea del Concilio significa camminare nella linea indicata dallo Spirito per il nostro tempo.
(g.c. - m.d.)